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Scheda dell'opera

Titolo: A Christmas Carol il musical
Anno: 2012
Musiche e libretto: Silvio Coppola
Regia: Silvio Coppola

Coreografie: Francesco Rizzello
Genere: Commedia musicale
Fonti letterarie: A Christmas Carol
Autore: Charles Dickens
Lingua: Italiano

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Trama

Un funerale desolato. Un anziano signore, il protagonista Scrooge, dopo aver saldato alle onoranze funebri il costo della sepoltura per il suo defunto socio Marley, rientra frettolosamente nel suo ufficio, lasciando che la bara venga portata via senza degnarla di uno sguardo. Fred, il nipote di Scrooge, introduce la storia e, con un salto temporale, la musica ci trasporta alla vigilia di Natale di sette anni dopo. Un via vai di gente indaffarata dai preparativi del periodo natalizio si affretta a raggiungere i negozi o le proprie case. Scrooge, infastidito dall’allegria tipica di quel periodo dell’anno, raggiunge il suo ufficio borbottando e urlando contro chiunque gli si avvicini. Fred raggiunge lo zio Scrooge nel suo ufficio per invitarlo a cena per la vigilia, ma lo scorbutico e avaro anziano rifiuta come ogni anno. Fred, allora, si rivolge a Caroline, impiegata nell’ufficio dello zio, augurandole buon Natale e invitandola a non arrendersi mai, nonostante i problemi che la vita le pone dinanzi, come la malattia di suo figlio Tim. Quando due benefattori bussano alla porta di Scrooge per chiedere un contributo per i poveri, il vecchio, infuriato, li scaccia via dicendo che non avrebbe dato nessuna offerta. Per quanto riguarda Scrooge i poveri possono anche morire. Caroline, in un momento di riflessione, alla vista di quel comportamento, si chiede come sia possibile che il cuore del suo titolare non abbia un po’ di compassione e generosità. La donna sogna che un giorno lui possa cambiare.
Finito di lavorare, Scrooge ritorna a casa, tormentato dal pensiero del suo socio Marley, defunto sette anni prima, che crede di vedere dappertutto. Ne sente anche la voce, per un momento. Una volta a casa, lo spirito di Marley si palesa ai suoi occhi spaventandolo terribilmente. Marley lo mette in guardia sul suo comportamento in vita, spiegandogli che continuando a quel modo si sarebbe costruito una catena gigantesca da portare addosso per l’eternità, dopo la morte. Scrooge riceverà la visita di tre spiriti, i quali saranno la sua unica occasione di salvezza.

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Il primo spirito è quello del Natale passato. In compagnia della magica presenza, Scrooge rivede se stesso da bambino, abbandonato da tutti gli amici; rivede la sua sorellina che lo porta via dal collegio; rivede il suo datore di lavoro Fezziwig, sempre di buon umore e pronto a festeggiare anche insieme ai suoi dipendenti, mettendo da parte il lavoro. Infine, rivede l’amore della sua vita, Isabelle, che lo abbandona perché il denaro lo ha cambiato irrimediabilmente. Tormentato da quelle visioni, Scrooge scaccia lo spirito del Natale passato, che le ha dato occasione di ricordare che un giorno anche lui ha provato dei sentimenti profondi per qualcuno.

Fred, che di tanto in tanto fa la sua apparizione come narratore onniscente della storia, introduce il secondo spirito: quello del Natel presente. In sua compagnia, l’avaro Scrooge visita la casa di Caroline e dei suoi figli che, nonostante la povertà, posseggono uno dei beni più preziosi: la famiglia; visita la casa di suo nipote Fred, intento a divertirsi in compagnia di amici e familiari prendendo in giro il vecchio zio che ogni anno rifiuta il suo invito a cena. Scrooge ride e si diverte con loro, quasi come fosse davvero lì, tornando bambino per qualche minuto. L’ultima cosa che lo spirito mostra a Scrooge è il male del mondo, alimentato da quelli come lui: la povertà e l’ignoranza. Scrooge comprende di aver sbagliato a non essersi mai occupato delle persone meno fortunate di lui nonostante la vita gli avesse dato gli strumenti per farlo. A questo punto lo spirito del Natale presente si accascia lentamente e muore.

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Terzo e ultimo spirito è quello del Natale futuro che spaventa Scrooge più di qualunque altra apparizione. Lo spirito fa assistere Scrooge a una scena del futuro in cui la sua donna delle pulizie, la signora Dilbert, porta via dalla casa di un uomo defunto, tutto ciò che lei ritiene possa essere di valore. Scrooge assiste, poi, al funterale del misterioso uomo, il quale viene deriso anche dopo la morte e che, a questo punto, scopre essere proprio lui. Infine, lo spirito conduce Scrooge da Caroline, disperata per la perdita del suo bambino che, a causa del suo misero stipendio, non ha avuto la possibilità di far curare. Scrooge si commuove e decide di cambiare vita e rimediare a tutti i suoi sbagli.Il fantasma di Marley ritorna per dargli un forte messaggio che contribuisce definitivamente alla trasformazione di Scrooge: gli mostra la catena che si è costruito in vita e, con essa, lo imprigiona ad una grande lapide con sopra inciso il suo nome. Scrooge si sveglia improvvisamente sulla sua poltrona. È cambiato completamente grazie alle lezioni apprese dai tre spiriti e intende cominciare una nuova vita (19 “Il nuovo Scrooge”). Si scusa con Caroline per i suoi modi burberi, corre ad abbracciare suo nipote Fred, dona una grande somma di denaro in beneficienza e tutti lo acclamano increduli. Mentre la città, compreso il signor Scrooge, si gode il Natale, lo spirito di Marley osserva tutto dall’alto con un sorriso, soddisfatto di essere riuscito, finalmente, a fare del bene al prossimo.

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Ambientazione: Londra XIX secolo
 

Personaggi:
Ebenezer Scrooge: un anziano avaro
Fred: suo nipote
Caroline: impiegata nel suo ufficio
Jacob Marley: defunto socio in affari di Scrooge
Spirito del Natale passato: un’apparizione
Spirito del Natale presente: un’apparizione
Spirito del Natale futuro: un’apparizione
Tiny Tim: figlio di Caroline
Martha Cratchit: figlia di Caroline
Sig. Fezziwig: Primo atore di lavoro di Scrooge
Isabelle Fezziwig: promessa sposa di Scrooge
Signora Dilbert: domestica di Scrooge
Joe: commerciante di merce rubata

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Ascolta alcuni estratti musicali (2016)

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L'autore del romanzo originale:

Charles Dickens

 

Charles Dickens nacque nel 1812 a Portsmouth. Nel 1823 si trasferì in uno squallido sobborgo di Londra, ma dopo un anno il padre dello scrittore finì in prigione per debiti e Dickens fu costretto a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe quando aveva solo dodici anni. Questo fu un periodo molto doloroso per lui e le esperienze vissute furono spesso descritte nei suoi romanzi. Tra le sue oper più famose ricordiamo Oliver Twist (1838) e David Copperfield (1849-1850), i cui protagonisti divennero il simbolo dell’infanzia sfruttata, uno dei più gravi problemi sociali del tempo. Nessun romanziere riuscì come Dickens a rappresentare il vasto panorama sociale dell’Inghilterra vittoriana. Ambientò la maggior parte dei suoi romanzi a Londra, città che conosceva a fondo grazie al suo lavoro di giornalista che lo portava a fare indagini tra i quartieri londinesi più malfamati. Lo scrittore era consapevole della corruzione materiale e spirituale del tempo causata soprattutto dalla Rivoluzione Industriale e per questo sviluppò un atteggiamento critico nei confronti della società, affiancando descrizioni terribili della miseria e del crimine che imperversavano nella capitale inglese a episodi umoristici e comici. Dickens creò una galleria di personaggi, talvolta comici e grotteschi, appartenenti a diverse classi sociali e descrisse i loro atteggiamenti, le loro ambizioni e vanità. Uno dei più memorabili è Ebenezer Scrooge, il protagonista di A Christmas Carol, il cui cognome “Scrooge” è diventato parte della lingua inglese per indicare una persona avara.

Il romanzo originale:

A Christmas Carol

 

Charles Dickens scrisse il “Canto di Natale” nel 1843. La favola diventò una delle più famose della raccolta Libri di Natale. Ancora oggi è uno dei racconti sul Natale più commoventi che esistano e all’epoca rappresentò una forte critica alla società.
La favola di Dickens racconta la storia di un uomo d’affari, Scrooge, avaro ed egoista, che trascura la famiglia e ed è incapace di apprezzare le piccole cose come il calore che regala il Natale. Non è un caso che l’intera vicenda si svolga proprio la notte della vigilia. La vicenda ha un significato sia morale che esemplare, perché Dickens vuole far capire come, facendo qualcosa nel proprio piccolo, si può arrivare all’annullamento del male sociale e dunque ad una migliore condizione interiore; e ciò deve nascere in un giorno di gioia, come a Natale, e continuare come un fuoco che non si spegne più.

Nella narrazione, anche se irreale, entrano fatti storici, come in questo caso, la rivoluzione industriale in Inghilterra. Si nota, infatti, la condizione borghese come potenza principale e la condizione delle persone più povere, di grado sociale inferiore, costrette appunto a lavorare per la borghesia, in condizioni umili e povere. Ed è proprio nella classe media che Dickens vede una classe egoista e interessata unicamente agli affari, che sfrutta i meno abbienti e incapace di godere della vita. E’ proprio alla borghesia che l’autore si rivolge invitandola a dare una svolta alla loro vita e, di conseguenza, a tutta la società.
La sintassi, infine, è semplice, senza molte figure retoriche, né parole difficili o dialettali. Ci sono spesso piccole note dell’autore per far capire al lettore l’aspetto della società inglese a quel tempo, usi e costumi.

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Galleria fotografica 2019

foto di Skakkomatto fotografo

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Christmas Carol il Musical è uno spettacolo pensato per le famiglie, ricco di messaggi rivolti a spettatori di tutte le età. Partendo dall’opera originale di Charles Dickens, un immenso capolavoro quantomai attuale della letteratura inglese, il musical, pur essendo ambientanto nell’ottocento, è stato musicalmente e scenicamente pensato in maniera moderna per stimolare la riflessione su alcuni aspetti della società. Lo spettatore, che inizialmente farà difficoltà a identificarsi con il protagonista, sarà accompagnato da sonorità particolarmente "popolari" e orecchiabili, in un percorso che lo farà riflettere sui possibili punti in comune con questo peronaggio. Il divario, anche musicale, tra il personaggio di Scrooge e tutti gli altri, risulta sin da subito molto accentuato. Alle atmosfere dolci e allegre, intrise di magia e di festa, quelle della città in fermento per i preparativi, ad esempio, si frappongono le nervose melodie, ritmicamente serrate interpretate da Scrooge. La musica dipinge molte scene con leggerezza e ironia mentre ne appesantisce altre, più gravi e serie, con arrangiamenti particolarmente di impatto, realizzati per scuotere lo spettatore almeno quanto viene scosso il cuore di Scrooge. Le scene in cui compare lo spirito del Natale presente, in particolare, alternano alla gravità e alla pungente forza emotiva dei momenti in cui Scrooge viene messo di fronte alla realtà, la festosità e l’allegria dei festeggiamenti tipici del periodo Natalizio. Il filo conduttore di tutto lo spettacolo, tuttavia, non è quello della gioiosità del Natale, quanto l’inquietudine che scaturisce principalmente da varie forme di tormento che molti personaggi mostrano di avere.
Anche le situazioni apparentemente allegre, infatti, nascondono spesso un elemento tematico, musicale o sonoro, che mette in evidenza lo sconcerto di quella particolare situazione. Un esempio è individuabile nel brano “Quanto vale”, in cui il defunto Scrooge viene derubato dei propri averi dalla Signora Dilbert. La musica, in questo caso, è composta e arrangiata per risultare non solo allegra, ma anche velatamente inquietante, esattamente come gli avvenimenti di questa scena. All’amore, poi, è stato affidato un ruolo centrale, tanto che potrebbe essere definito il fulcro della maggior parte degli avvenimenti dello spettacolo. I vari aspetti dell’amore, ai quali Scrooge era diventato insensibile, vengono affrontati tutti, in primo luogo l’amore per una donna, Isabelle, con il brano “L’oro al posto mio”. A questa scena, infatti, è stata data una rilevanza fondamentale nel musical. È la scena che per prima dà uno scossone importante al protagonista, tanto che lo stesso tema musicale ritorna alla fine, dopo il suo cambiamento, proprio quando il nuovo Scrooge canta il messaggio principale dello spettacolo: “Che il Natale resti sempre in noi”.
L’intento, dunque, è quello di invitare lo spettatore a sentire il Natale sempre, ogni giorno della propria vita, indentificando, appunto, il Natale con l’amore stesso, in ogni sua sfaccettatura.
Christmas Carol il musical è, quindi, una storia d’amore e di inquietudine, di magia e sconcerto, pensato per elevare un periodo dell’anno a specchio dell’anima umana, affrontando con leggerezza, ma anche con gravità, i problemi della società e dell’uomo, i quali, dall’ottocento a oggi, non sembrano essere, poi, così cambiati.

La nostra versione teatrale

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La premiazione nazionale

A Christmas Carol il musical è stato premiato nel 2018 con il secondo premio a livello nazionale nell'ambito di P.R.I.M.O., il premio italiano del musical originale. Per il nostro team creativo che ha lavorato alla creazione dello spettacolo è stata una grande emozione vedere riconosciuta da questo premio la qualità del nostro lavoro.

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Il compositore: Silvio Coppola

 

Diplomato presso il conservatorio di musica T. Schipa di Lecce, dove studia ancora per conseguire un secondo diploma in composizine pop-rock, inizia a scrivere e comporre musical originali nel 2012 con il primo lavoro dal titolo “Christmas Carol il musical” in cui recita nei panni del protagonista Scrooge. Un inaspettato successo fornisce la conferma del fatto che il pubblico apprezza il lavoro musicale come autore del giovane musicista. Il secondo spettacolo, che va in scena nel 2013, è intitolato “Merlino il musical”. Ancora una volta, Silvio si occupa non solo delle musiche e del testo teatrale ma anche di interpretare il ruolo del protagonista. Questo secondo lavoro diventa finalista nazionale al premio italiano del musical originale 2014. Nel 2015 si occupa della scrittura e della messa in scena del terzo spettacolo musicale: “L’isola del tesoro il musical” che lo vedrà nuovamente in scena nei panni del personaggio Long John Silver. A partire dal 2016, dopo un lungo periodo di studio e approfondimento personale, si occupa dell’aspetto teatrale dei suoi spettacoli, assumendo la veste di regista. Ha esperienza dal vivo più che decennale e dal 2012 come musicista d’orchestra. Nel 2014 frequenta il master “la voce non mente” con il M° Vittorio Matteucci. Si esibisce come attore in varie produzioni di teatro musicale e di prosa, interpretando anche il ruolo di Frollo in una rivisitazione del Notre Dame di Riccardo Cocciante in ambito amatoriale. Scrive numerose musiche di scena per spettacoli teatrali e colonne sonore, come quelle che realizza nel 2016 per il sistema museale di Gallipoli. Nel 2018, il suo primo spettacolo, Christmas Carol il Musical, si classifica al secondo posto al premio italiano del musical originale. Realizza spettacoli con gli alunni degli istituti scolastici in qualità di esperto esterno e continua ad adoperarsi attivamente per portare avanti, in quanto fondatore, la realtà artistica di Artisitc Mind Production.